Florence

Florence

Come dire…già dal trailer era facilmente intuibile che questo film fosse una piccola chicca nascosta in mezzo alle centinaia di pellicole che vengono prodotte ultimamente.

Passato praticamente inosservato, questo film racconta una storia vera, quella di una donna profondamente innamorata della musica, alla quale dedica tutta la sua vita. Una donna col dono dell’orecchio perfetto…ma non quello dell’ugola d’oro purtroppo!

Florence, la nostra protagonista interpretata da Maryl Streep, è una ricca ereditiera un po’…beh…non più di primo pelo ecco, sposata con il suo “leprotto” (Hugh Grant, sempre affascinante anche se bisogna ammettere che negli anni ha perso un pochino il suo “British Charme” ma…proprio poco, possiamo perdonarlo) e gravemente malata.

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Troppo innamorata della musica, stufa di essere solo spettatrice, decide di volerne essere parte attiva e incarica quindi il marito di chiamare il migliore insegnante di canto e di scovarle un giovane e passionale pianista.
Il nostro “giovane e passionale” non è niente meno che interpretato da Simon Helberg! …chi?? Cosa vuol dire chi? Dai…lo sapete di sicuro! Lo conoscete senza alcuna ombra di dubbio! E vi garantisco che almeno una volta vi ha fatto piegare sulla sedia per il troppo ridere. Vediamo, magari il nome “Howard Wolowitz” vi illuminerà maggiormente d’immenso!

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Ebbene sì! Il nostro ebreo della migliore serie tv comedy degli ultimi tempi è spuntato come un fungo anche qui, per stupirci con le sue doti! La paura che a chiunque potrebbe venire, vedendo uno come lui nelle vesti di un nuovo personaggio, è quella di rivedere il suo personaggio storico nelle scene di un film completamente differente. Invece vi posso garantire che questo non succede!
Le uniche cose infatti che Cosme McMoon e Wolowittz hanno in comune sono le caratteristiche fisiche dell’attore. A questo, davvero, vanno i miei complimenti in quanto riesce a farti dimenticare, guardando il film, di essere lo stesso interprete del personaggio della serie tv.
Non mi voglio soffermare sulle interpretazioni di Maryl Streep (davvero esilaranti le sue espressioni durante le prove canore di Florence) e Hugh Grant, perchè la loro bravura è talmente risaputa che diventa anche noioso stare qui a sottolinearla ancora una volta (sì lo so di aver commentato quella di Maryl Streep, ma non potete capire sono davvero fantastiche quelle scene).

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Il finale di questo film è assolutamente commovente, forse un po’ prevedibile, ma d’altronde è preso da una storia vera per cui c’è stato relativamente poco spazio di manovra con la fantasia.

Simpatico e leggero, Florence è uno di quei film che farà sicuramente piacere rivedere una seconda volta, magari in una serata tranquilla, seduti in soggiorno tra i cuscini e una pizza pronta a essere divorata.

Indipendence day: rigenerazione

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All’inizio ero molto scettica all’idea di questo film, insomma…chi non lo sarebbe? Dopo lo spettacolare successo del primo e originale Indipendence Day, chiunque nutrirebbe dei dubbi sul sequel.
Eppure la partenza del film mi è piaciuta: la visione del mondo oggi come sarebbe se ci fosse stata veramente un invasione aliena mancata 20 anni fa. Tutto ben studiato, a parte qualche libertà presa più per comodità narrativa che per altro come ad esempio che tutti i paesi del mondo vanno d’amore e d’accordo.
Appaiono i personaggi che abbiamo imparato ad amare nel primo: il presidente ormai in pensione e che subisce le conseguenze del collegamento mentale avuto 20 anni prima con gli alieni, sua figlia cresciuta e che lavora alla casa bianca (ricostruita paro paro a prima), David e il non più piccolo Dylan che come il padre è diventato pilota.
Come dire: mi convince, mi fa pensare “dai che hanno fatto un due come si deve” e poi…e poi iniziano le note dolenti.

1robots-gal-marvin1.jpgCompare questa sfera gigante che come prima cosa mi fa venire in mente la testa ingigantita di Marvin (guida galattica per autostoppisti). Questa sfera da subito scatena negli istinti di David il bisogno di recuperarla perché lui sa che potrebbe essere utile (sempre una marcia in più il nostro David il primo vero amato nerd del 20° secolo), quindi insieme a quel figaccione di Jake Morrison (che altri non è che Liam Hemsworth ovviamente già accalappiato da Patricia Whitmore, la figlia del “fu presidente durante l’invasione”) non si sa bene come ma nel giro di un paio di ore, o almeno così sembrerebbe, parte e arriva sulla luna per recuperare questo misterioso oggetto.

Fin qui in realtà tutto bene, la vera caduta profonda di stile è stata l’idea di inserire una guerra galattica nella trama…cioè…ok…mi va bene tutto…ma che io debba passare il resto del film a immaginarmi che prima o poi salteranno fuori da qualche angolo dell’inquadratura i personaggi di “Guardiani della galassia” no…no questo no vi prego…e ovviamente gli esseri umani sono un popolo speciale, che potrà guidare questa rivoluzione nell’universo e sconfiggere definitivamente i cattivoni buca-pianeti….no….ecco…a quel punto il mio sguardo da luccicante e commosso si è trasformato in “mh…ok…americanata….va beh almeno passo il tempo…”.

The magic of Belle Isle

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Un po’ come in “La leggenda di Bagger Vance” il nostro protagonista ha bisogno di una scrollata per tornare a essere come prima, solo che in questo caso non parliamo di un grande giocatore di golf, ma di un famoso scrittore di romanzi western.

Monty Wildhorn è costretto su una sedia a rotelle da anni, ma solo da poco, da quando ha perso sua moglie ovvero la sua musa, è caduto in depressione e si abbandona all’alcool. Viene accompagnato da suo nipote per l’estate in questo paese in riva al lago, abbandonato da Dio e in cui vivono quattro anime in croce, anime che si rivelano fondamentali per lui perché lo spronano a reagire e a voler tornare a scrivere. In particolare una delle persone che qui incontra rappresenta per lui la luce in fondo a questo tunnel e diventa la sua nuova musa ispiratrice.

Il film è molto carino, profondo ma con quel tocco di simpatia che secondo me in temi del genere non guasta mai. Monty (interpretato da quel colosso della cinematografia di Morgan Freeman) è un personaggio completo, di cui piano a piano durante il film si impara a conoscere tutte le sfaccettature: la sua storia, la sua morale, la sua educazione e la sua immancabile ironia.
Lui è lo scrittore per eccellenza, quello che tutti quanti un po’ ci immaginiamo quando ci appassioniamo ad un libro e sognamo di incontrarne per caso l’autore. Ama il suo personaggio, è il suo personaggio  e allo stesso non lo è perché ne parla come se fosse il suo migliore amico che non vede da anni e gli manca moltissimo.

Parte cruciale della storia è il rapporto che sviluppa con la sua vicina di casa: non la classica e banale storia d’amore, ma una cosa più sottile, elegante e delicata, che non si manifesta se non attraverso le parole scritte in una favola per bambini.

Insomma: va visto. So che è poco conosciuto e non sponsorizzato a manetta come gli Avenger che da come vengono pubblicizzati sembra quasi illegale l’idea di non andarli a vedere alla première al cinema, ma è una di quelle pellicole che veramente merita di esistere e di entrare in casa perché è tranquilla e semplice, come una calda coccola materna prima di andare a dormire.

Bad Moms

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Vi siete mai chieste come sarete da adulte…più adulte? Quando il mondo non sarà più “io, me, i miei problemi” ma “i miei figli, i loro problemi e…boh alla fine forse io”.
Io ogni tanto ci penso, e mi immagino come una di quelle donne che sicuro si dimenticherà di andare a prendere i figli a scuola, non per cattiveria, ma perché tra che di base sono tonta e che di sicuro sarò sobbarcata di cose da fare il doverli andare a prendere a scuola ad un’ora precisa proprio mi passerà di mente. Spesso quando faccio questi pensieri mi viene poi da dirmi “sarò proprio una pessima mamma” e provo pietà per i miei poveri ipotetici figli.

Bad moms è un film stupido e assurdo che nella sua semplicità cerca di inviare un semplice messaggio: nessuna è una cattiva mamma. Tutte quante alla fine fanno quel che possono per star dietro ai propri figli, ma per quanto una ci provi ci sarà sempre qualcosa di sbagliato. Non riuscire, fallire, non vuol dire essere una cattiva mamma, ma solo che siamo esseri umani.
Io ancora questo film l’ho guardato con gli occhi di una figlia, dato che per fortuna di miei non ne ho ancora, e ho ripensato a tutte quelle volte che mia mamma ha fatto le corse per portarmi a inglese, a violino, a cavallo e alle mille mila attività che facevo, il tutto moltiplicato per due visto che ho una sorella. Lei era sempre lì, ci aspettava rompendosi anche abbastanza le palle eppure non si è mai lamentata una volta, si sedeva in un angolo e leggeva un libro, eppure io e mia sorella ne abbiamo trovate di cose da rinfacciarle.

La verità è che nessuna mamma potrà mai essere come desiderano i propri figli, nemmeno se fosse wonder woman, ma farà il possibile per farli crescere bene, ricordandosi sempre che anche lei è un essere umano.

Il film è veramente divertente, la classica commedia da domenica pomeriggio, senza né arte né parte, ma che aiuta a distrarsi un attimo dalla quotidianità delle cose mettendoci un po’ di sana ironia sopra.

E voi? Guardandolo avete ripensate alle mille corse che avete fatto fare alle vostre mamme? Lasciatemi un commento con il vostro parere su questa commedia!

Capitan America: Civil War

Vogliamo parlarne? No dico…vogliamo parlare della figata pazzsca che é questo film? Anche se il mio amore é quasi totalmente legato alla sequenza dello scontro tra i due gruppi di supereroi…e alla grandiosità del giovane Spiderman in mezzo a tutti i grandi superfichi Avengers, giuro mi ha fatto sbellicare e nella tragi-comicità della situazione non é stato una delle classiche esagerazioni della Disney, ma un sano tocco di sale nel dolce, alla fine ricordiamoci che sono fumetti e quindi un po’di anti-serietà ci vuole.
Se devo essere completamente sincera io mi sono schierata dalla parte di Iron-man che forse per la prima volta nella sua vita ha tentato di prendere una decisione sana e matura. Mentre il nostro saggio Capitano…beh carino lui si fa guidare dal cuore.

E voi? Chi é il supereroe che vi ha rubato il cuore? (Non vale dire Thor, a parte che qui non c’entra, ma é anche una scelta scontata…tutte lo vorremmo bello bello che ci salvi con il suo martellone).

Joy

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Ok, per me è ufficiale: Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper sono un trio da oscar.

Questo film è fantastico assolutamente da vedere nei momenti in cui si è giù (ma anche quando si è su…per avere una doppia), si pensa che il mondo ce l’abbia con noi e non ci sia via d’uscita dalle cose.
Il messaggio è “non mollare mai” perché quando pensi di aver toccato il fondo in realtà c’è sempre un modo per andare avanti, per risolvere i problemi. Non bisogna lasciarsi schiacciare da chi è invidioso o pavido o superbo, da chi crede di saperne più di noi e vuole assolutamente che seguiamo il suo consiglio, perché a volte il nostro istinto vale più di mille consigli.

Jennifer Lawrence è un’attrice  che abbiamo imparato ad amare in Hunger Games, quando era ancora un po’ acerba, si vedeva da subito che sarebbe diventata presto degna di un posto tra i maestri del cinema e infatti qui, in questo film, la vediamo sbocciata. Lei, con i suoi sguardi, riesce a comunicare con lo spettatore e a rendere il suo personaggio completo.

Insomma, se non si fosse capito, è un bel film, si capisce dal fatto che non ho sparato neanche una battuta ironica.
Guardatelo e fatemi avere le vostre opinioni!

Ghostbusters

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Questo film sin dai primi vaghi annunci della sua produzione è stato criticato e bastonato, visto come un insulto agli originali Ghostbusters.
In effetti ad un primo pensiero l’idea di sostituire i nostri strampalati eroi acchiappa-fantasmi con quattro fanciulle lascia perplessi, ma non dovete permettere che questa cosa vi blocchi dal guardare questo film.

Certo bisogna dire che ricalca molto il primo episodio della saga originale, ma porta delle aggiunte che decisamente staccano questo quartetto di ragazze dagli originali protagonisti.

Prima di  tutto però deve esservi chiaro che non è un sequel! E’ un’avventura tutta nuova, nata da zero e tutta rosa
Parliamo un attimo del colore: il rosa. Compare ovunque nel film…il rosso non esiste, tutto è rosa o al massimo magenta! L’auto è rosa, le tute rosa, dove abitano è rosa! Forse proprio a sottolineare il più marcatamente possibile il concetto “hei, sono LE Ghostbusters, fattene una ragione, il mondo è rosa”.
Forse l’idea è stata quella di riportare in vita un classico amatissimo cavalcando l’onda modera del: la donna può far tutto anche acchiappare i fantasmi se le gira (mentre gli uomini sono quelli che strillano come femminucce oppure degli idioti completi di assistenti).
I personaggi ricalcano i loro predecessori, ma ammodernandoli, adattandoli ai tempi moderni e, forse, esaltando ancora di più le loro caratteristiche…esagerandole? Mmmm non saprei…a volte forse sì, ma essendo donne ci può stare una minore compostezza, no?

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Comunque, per noi amanti del passato, le chicche non mancano infatti nel corso della visione avremo modo di rivedere, esaltandoci, i nostri beniamini! Che spunteranno all’improvviso a mo’ di “easter eggs” per farci sorridere.

Il film sicuro non potrà mai essere come l’originale, soprattuto per noi nerd-cinefili-fan-accanitissimi che non potremmo mai e poi mai ammettere una cosa del genere, ma devo ammettere che è una buona compagnia per quei momenti in cui va di vedere qualcosa di leggero e simpatico e…beh sì: un po’ biondo.